vergogna

le parole sono finite.

13 MARZO – SOSTITUZIONE DI PERSONA AD UN TEST ANTIDOPING:LA FEDERCICLISMO ASSOLVE, LA GIUSTIZIA ORDINARIA CONDANNA

ROMA – Gli atleti pagano e vengono squalificati. I dirigenti se la cavano e scivolano facilmente fra le norme. E’ il logico bilancio di una vicenda che riguarda lo scambio di atleti ad un controllo antidoping, un fatto tanto più grave in quanto non riguarda il dorato mondo dei professionisti, ma quello dei giovani dilettanti: una gara del 2006, il GP Città di San Daniele. Per lo scambio di persona nel settembre 2007 la Commissione disciplinare della Federciclismo aveva radiato l’ex corridore del Caneva Devid Garbelli, squalificato per quattro anni il suo compagno di squadra Samuel Fabbro e inibito per quattro anni il direttore sportivo Paolo Rossi. Ma l’incaricato federale al controllo, pesantemente coinvolto, come prova la parallela indagine penale in cui Garbelli e Fabbro avevano patteggiato la pena (4 mesi), non solo non aveva avuto alcuna sanzione dalla Fci, ma addirittura era stato promosso giudice d’arrivo a tre stelle, come riportato da “Repubblica” dell’agosto scorso. In quel frangente il presidente Di Rocco si era affrettato a dire che l’inchiesta federale non aveva rilevato alcuna responsabilità. Il tribunale di Udine (gup Paolo Milocco;pm Maria Grazia Zaina) invece, dopo la celebrazione del rito abbreviato richiesto dagli inquisiti, ha condannato ad un anno di reclusione (con sospensione della pena e riqualificando il capo di imputazione) sia Canazza che Rossi. Oltre che di sostituzione di persona, i due erano accusati anche di concorso in falsità ideologia commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Il giudice ha contestato l’induzione al falso. Un reato contestato dalle difese di Rossi (avvocati Giovanni Battista Campeis e Federico Cecconi), e di Canazza . Il quale, secondo il suo difensore l’avvocato Raimondo Cacciatore, essendo stato incaricato dal Coni non avrebbe avuto veste di pubblico ufficiale. Il reato, quindi non c’era. La vicenda fui segnalata alla Procura di Udine dalla Guardia di Finanza di Padova. Nell’inchiesta, i finanzieri avevano accertato che Garbelli non si era presentato ai controlli a fine gara. Al posto suo ci andò Fabbro che firmò con il nome del compagno. Sempre secondo l’accusa a concordare il cambio di persona sarebbe stato lo stesso ds Rossi, mentre Canazza, incaricato federale, avrebbe presentato Fabbro al controllo dicendo che si trattava di Garbelli e dettando al medico le generalità. Anche Rossi e Canazza firmarono il verbale del controllo antidoping, confermando che il prelievo era stato eseguito regolarmente. Di qui le accuse e la condanna. Ora si attende che anche la Fci si muova.